Acqua: ecco quanto devi bere davvero secondo la scienza

25 Luglio 2016
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Ma davvero devi bere 2 o addirittura 3 litri d’acqua al giorno? Non secondo il ricercatore americano Aaron E. Carroll, che in un articolo sul New York Times ha spiegato che non è così. E che «la gran parte di questa quantità d’acqua è già contenuta nel cibo che ingeriamo».

Acqua: quanta bisogna berne

«L’acqua è presente nella frutta, nei vegetali, ma anche nei succhi, nella birra, nel tè e nel caffè» – scrive Carroll. In altre parole: ci sono altri modi di introdurre liquidi nel nostro corpo oltre a bere acqua “pura”. Carroll aggiunge che non bisogna nemmeno preoccuparsi di provare sete. Secondo un’altra convinzione molto diffusa, infatti, quando si ha sete si è già un po’ disidratati. La vera disidratazione – quella pericolosa – viene invece segnalata dal nostro corpo in maniera molto più visibile e con sintomi più gravi.

Carroll non è il solo a pensarla così. In uno studio del 2002, intitolato Drink at least 8 glasses of water a day”. Really? Is there scientific evidence for 8 x 8? Heinz Valtin, fisiologo americano della Dartmouth Medical School ha dimostrato  che la tesi degli 8 bicchieri o 2 litri al giorno manca completamente di prove scientifiche a sostegno.

Quanta acqua devi bere

Secondo Susan Barr, docente presso l’Università della British Columbia, assumiamo una buona percentuale d’acqua attraverso sia i cibi solidi sia le bevande come tè, latte, succhi di frutta, caffé, minestra o birra. Secondo l’American College of Nutrition, la maggior parte dell’acqua di cui abbiamo bisogno è contenuta nei cibi come frutta e verdura fresche; quindi, se sei in buona salute e segue una corretta dieta mediterranea, non devi affatto sentirti in colpa se bevi meno dei 2 fatidici litri: puoi berne di meno!

Il che non significa che puoi ridurre al minimo la dose d’acqua. Tra 1,2 litri d’acqua (6 bicchieri) e 2 litri d’acqua è la quantità ottimale che dovremmo bere. Ma attenzione. «Chi pratica sport, non a livello agonistico, deve comunque bere di più perchè deve recuperare i liquidi persi con la sudorazione – si legge in un articolo della Fondazione Veronesi.  Occorre stare attenti anche alle stagioni e al clima del territorio o della città di residenza. In estate, quando la temperatura è più alta, la quantità di liquidi va adeguata alla temperatura e questo vale sia al mare sia in montagna. Se state tre ore al sole, per esempio e c’è vento, potreste non accorgervi di perdere liquidi, perchè il vento vi rende la pelle asciutta, quindi non avete la percezione del sudore. Questo fenomeno si chiama perspiratio inspiegabilis. Si suda, ma non si vedono le goccioline d’acqua sulla pelle».

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