La competizione è la miglior motivazione nello sport

15 Novembre 2016
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Che la sana competizione facesse bene allo sport, lo sospettavamo. Ma ora uno studio pubblicato su Preventative Medicine Reports, dalla Annenberg School for Communication presso l’Università della Pennsylvania ci spiega che anche la competzione attraverso i social network funziona.

La competizione è la miglior motivazione nello sport

Lo studio ha esaminato le motivazioni principali per l’esercizio nel contesto dei social media di 790 studenti, che hanno adottato un programma di allenamento di 11 settimane chiamato PennShape, che consisteva di lezioni di corsa, spinning, yoga e sollevamento pesi.

Per capire come i social media (e la competizione attraverso questi) influenzassero i partecipanti, i ricercatori li hanno divisi in quattro gruppi di sei persone ciascuno. Tutti i gruppi avevano accesso alle classifiche online, ma per ogni gruppo, le classifiche mostravano cose diverse. Risultato: i gruppi che potevano vedere i risultati della squadra avversaria si esercitavano molto di più: 35,7 e 38% contro il 20,3 e il 16,8% dei gruppi senza competizione.

“L’interazione sociale come lo è la competizione può creare norme sociali positive per l’esercizio”, spiega l’autore dello studio Jingwen Zhang. Non solo. Nei gruppi competitivi, le persone che fanno meglio ispirerebbero gli altri a fare lo stesso, ”perché danno la gente aspettative più alte per i propri livelli di performance”, aggiunge il prof Damon Centola, coautore dello studio.
Insomma, sapere che qualche nostro amico ha ottenuto buoni risultati nl nostro sport potrebbe spingerci inconsapevolmente a migliorare anche noi. Sarà per questo il segreto delle app come Runtastic?

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