L’Armband: un metodo per valutare la qualità del sonno

26 Agosto 2015
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In questo blog abbiamo parlato spesso di quanto sia importante una buona qualità del sonno, e quanto tale aspetto del nostro benessere (e della nostra vita) è troppo spesso sottovalutato.

Sottolineo anzitutto, un aspetto: la qualità non necessariamente è legata alla quantità, ovvero è meglio dormire un’ora in meno ma dormire bene, che dormire dieci ore in maniera non efficace. Ma come valutare se dormiamo bene o no?

Probabilmente a parecchi di noi sarà capitato di svegliarsi anche dopo un numero sufficiente di ore sonno (circa 7-8), con la sensazione di aver dormito poco, di stanchezza persino maggiore di quella che avvertivamo prima di andare a letto; ma il tempo di farci caso e subito i ritmi frenetici che caratterizzano le nostre vite, ci richiamano a sé e dopo un buon caffè siamo pronti a schizzare via per una nuova (ed impegnativa!) giornata.

Ci sono diversi metodi per valutare il sonno. La medicina del sonno occupa interi reparti di ospedale, dove è possibile essere ricoverati qualche giorno per un’analisi approfondita del riposo notturno. Ma non solo. Personalmente ho avuto modo di valutare uno strumento, l’Armband, che permette di dare una valutazione della qualità del sonno. Non è un dispositivo diagnostico, quindi se soffrite di patologie che vi impediscono di dormire bene – penso alle apnee notturne, ma non solo – il consiglio è quello di rivolgervi a un centro specializzato. Se così non fosse, l’Armband ha il grande vantaggio di aiutarci a monitorare il sonno nel nostro letto, quando lo desideriamo.

Come funziona? In pratica è una evoluzione (in effetti è nato prima….) dei vari fit tracker presenti sul mercato: è dotato di un accelerometro (uno strumento che misura la variazione di velocità nelle tre direzioni del nostro movimento), di un misuratore di temperatura e di un galvanometro (che misura la corrente elettrica in particolari condizioni). Incrociando questi dati si scoprono cose interessanti.

In soldoni possiamo dire che il sonno si compone di 3 fasi: sonno leggero, sonno pesante e la fase REM (nella quale sogniamo). Efficaci per il riposo sono le ultime due fasi, che dovrebbero avere anche un’alternanza precisa, ovvero in una notte dovrebbero esserci in media 4 fasi REM della durata di 20 minuti circa, alternate a fasi di sonno profondo, le fasi di sonno leggero sono invece inefficaci ai fini del riposo.

L’Armband permette di valutare l sonno non solo nella durata, ma anche negli “stadi” e dunque nella sua efficacia. Se tutte e tre le variabili sono al posto giusto potremo dormire in modo sereno e ristoratore. Va detto che non è semplicissimo leggere un tracciato del sonno da Armband, e ancor meno lo è prendere provvedimenti se dormiamo male. Ma conoscere le cause aiuta: potrebbero essere le più disparate, da un allenamento a tarda ora (abitudine sempre più frequente) ai problemi digestivi. Le conseguenze possono spingersi anche a limitare il nostro dimagrimento e peggiorare le performances sportive. Personalmente uso l’Armband per analizzare meglio situazioni un po’ complesse e spesso mi aiuta nella valutazione degli atleti con cui lavoro. Per esempio per le sue caratteristiche (completa immobilità muscolare), il sonno REM fornisce una validissima stima del metabolismo basale.

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